Si comunica che domenica 21/07 L’Abbazia rimane chiusa dalle ore 12:00 alle ore 18:00

Riapre alle ore 18:00 per il Rosario e la celebrazione della Santa Messa

Sesto al Reghena (Pordenone)
ABBAZIA BENEDETTINA DI SANTA MARIA IN SILVIS

L’Abbazia ha l’onore di essere una tra le 8 Chiese Giubilari della Diocesi di Concordia-Pordenone,

Per gli orari di accesso al complesso dell’Abbazia fare riferimento al menu di fianco (Ingresso a offerta).

PRESEPE VIVENTE 2018

XXII EDIZIONE.  – 24 e 26 DICEMBRE 2018

 

  • Presepe_2018_b

    Presepe_2018_b

  • presepe_2016_stampa-120×60-cm

    presepe_2016_stampa-120×60-cm

  • Orizzontale grazie WEB

    Orizzontale grazie WEB

  • lwp

    lwp

  • Abbazia_Interni_001

    Abbazia_Interni_001

  • Abbazia_Interni_004

    Abbazia_Interni_004

  • Abbazia_Esterni_001

    Abbazia_Esterni_001

  • Abbazia_Interni_006

    Abbazia_Interni_006

.

Nello stupito, profondo silenzio, viene il Re della pace

Al via il 24 ed il 26 dicembre il Presepio Vivente e la Sacra Rappresentazione di Sesto al Reghena

 

 

Giunto alla XXII edizione, anche quest’anno sarà messo in scena il tradizionale presepe vivente e un’inedita rappresentazione nell’antico borgo di Sesto al Reghena.

L’evento, organizzato da Associazione Sestante e Abbazia Santa Maria in Silvis in collaborazione con il Comune e Associazione Pro Sesto, si caratterizza da sempre per l’allestimento di oltre 30 scenografie dislocate intorno e all’interno del complesso abbaziale in cui è ricostruita la vita quotidiana e la socialità ai tempi della nascita di Cristo. Le scene sono animate da oltre 200 figuranti in costume, protagonisti anche della rappresentazione che si svolge nel grande parco abbaziale la notte del 24 dicembre (dalle ore 22.00) e il pomeriggio del 26 (dalle ore 15.00).

Qui infatti tradizionalmente sarà interpretato un racconto natalizio sempre inedito che intreccia le vicende caratterizzanti la storia dell’abbazia, l’attualità dei giorni nostri e il messaggio cristiano legato alla Natività.

Alla classica rappresentazione «teatrale», lo spettacolo alterna linguaggi espressivi originali, tecnologie moderne e performance artistiche che connotano il racconto con grande innovazione.

Un mapping video realizzato dai videomaker Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni (già regista della rappresentazione), proiettato su quattro grandi pannelli, farà da scenografia all’intero racconto ed interagirà con i figuranti in scena così come l’esibizione musicale dal vivo curata dal cantautore Marco Anzovino, dal fisarmonicista Gianni Fassetta e dalla cantante Veronica Bitto, avrà un ruolo narrativo all’interno dello spettacolo.

Nello specifico della rappresentazione di quest’anno dal titolo «Nello stupito, profondo silenzio viene il Re della pace», la narrazione si si concentra su una riflessione intorno alla guerra partendo esemplarmente da una data di inizio Novecento, l’infanzia del nostro tempo.

Attraverso i linguaggi della letteratura, della poesia, delle canzoni e dei video sarà ripercorso un secolo di storia con parallelismi tra la civiltà di oggi e quella del tempo della nascita di Gesù.

A partire dai futuristi (1909) e dalla loro visione sovversiva dei valori, dall’esaltazione della lotta, dalla velocità come «nuova bellezza» e dallo scavalcamento distruttivo del passato, sarà raccontata la storia di un soldato al fronte, durante l’ultima notte del primo conflitto mondiale (1918).

Della guerra come «sola igiene del mondo» (uno dei proclami futuristi), il soldato sarà suo malgrado protagonista e denuncerà l’assurdità in un’accorata lettera alla madre con le sue parole struggenti e con i versi dei poeti che hanno provato o affrontato i drammi bellici; e quindi ancora un excursus progressivo fino ai giorni nostri, cento anni dopo quella notte, dove tutto sembra ciclicamente tornare, con la guerra che si dilata in violenza verso i più deboli, bambini, donne, immigrati così come idealmente cantato nella canzone «Com’è profondo il mare» di Lucio Dalla, colonna sonora narrativa eseguita dal vivo.

Infine 2000 anni fa. Nuovamente un soldato, un centurione romano che scelse la guerra come professione e non per costrizione. Un soldato che, ciononostante, sentì qualcosa cambiare in una notte di «profondo e stupito silenzio», quando le porte del tempio di Giano Quirino a Roma furono chiuse, segno che le guerre erano cessate. Nelle parole di una lettera al figlio annuncerà la nascita di Gesù, il Re della Pace, in una prodigiosa «sera dei miracoli» (la seconda canzone di Lucio Dalla cantata dal vivo) lasciando un messaggio di speranza agli oltre 10.000 spettatori che si prevedono anche per quest’anno all’evento.